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Cisl Liguria: «La Giornata per le vittime sul lavoro non sia solo memoria, ma responsabilità e azione»

maestripiericongressoGenova, 12 ottobre 2025 - In occasione della seconda domenica di ottobre, dedicata alle vittime sul lavoro, la Cisl Liguria richiama istituzioni, imprese e parti sociali a un cambio di passo su prevenzione e controlli. «La seconda domenica di ottobre, dedicata alle vittime sul lavoro, non può essere solo memoria di chi non è tornato a casa dai cantieri o dalla strada. Deve essere assunzione di responsabilità. In Liguria i casi mortali nei primi nove mesi dell’anno sono aumentati e l’irregolarità è troppo diffusa: basta slogan, servono controlli veri, prevenzione e formazione continua in ogni luogo di lavoro», dichiara Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria. Un patto ligure per la sicurezza. La Cisl rilancia la proposta di un patto per la sicurezza che metta allo stesso tavolo Regione Liguria, Ispettorati del lavoro, Aziende sanitarie locali, Inail – Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro e parti sociali. Obiettivi operativi: Più ispettori e ispezioni mirate nei settori a maggiore incidenza infortunistica; Coordinamento dei dati su incidenti e “quasi infortuni” per interventi preventivi tempestivi; Premialità per le imprese che investono in salute e sicurezza; Sanzioni efficaci per chi viola norme e protocolli; Formazione continua e qualificata per lavoratori, Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e management; Prevenzione integrata nei capitolati di appalto pubblici e privati, con clausole sociali e verifiche di filiera. «Rilanciamo anche oggi quello che abbiamo recentemente chiesto: un patto per la sicurezza che coinvolga Regione, ispettorati, aziende sanitarie, Inail e parti sociali: più ispettori, più coordinamento dei dati sugli infortuni, premialità per le imprese che investono in sicurezza e sanzioni efficaci per chi non rispetta le regole», prosegue Maestripieri. Dalla memoria agli impegni quotidiani. Per la Cisl, la ricorrenza deve tradursi in scelte misurabili: piani di prevenzione, risorse dedicate, monitoraggi periodici e rendicontazione pubblica dei risultati. «Il 12 ottobre ricordiamo le vittime — conclude Maestripieri —, ma il giorno dopo dobbiamo cambiare organizzazione e cultura del lavoro: fermiamo questa carneficina con scelte concrete, partecipazione e responsabilità realmente condivisa».

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