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CONFEDERAZIONE ITALIANA SINDACATI LAVORATORI

Liguria, crescono gli occupati rispetto al primo trimestre 2023. Maestripieri (CISL): «Ma bisogna riflettere sul calo nel manifatturiero e sul confronto con l’ultimo trimestre dello scorso anno»

maestripiericongressoGenova, 13 giugno -  Cresce del 2,41% l'occupazione in Liguria nei primi tre mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2023. Nel primo trimestre 2023 gli occupati erano 612mila: 272mila donne e 340mila uomini. Nel primo trimestre 2024 gli occupati sono saliti 627mila: 345mila maschi e 282mila donne. Il dato è in calo, invece, rispetto al quarto trimestre 2023 quando gli occupati in Liguria erano 643mila. Nel dettaglio, rispetto ai 612mila occupati nel 2023 i dipendenti erano 467mila (217mila donne e 250mila maschi) e gli indipendenti 145mila (55mila donne e 90mila uomini). In merito ai 627 mila occupati del 2024 i dipendenti erano 479 mila (228 mila donne e 251mila maschi) e gli indipendenti 149mila (54mila donne e 94mila uomini). Crescono gli addetti nel settore “commercio, alberghi, ristoranti": + 10mila unità (da 137mila a 147mila). E’ interessante notare che sono calati i lavoratori indipendenti (da 51mila a 41mila) ma sono aumentati i lavoratori dipendenti (da 86mila a 106mila). Si registra, invece, un calo nell’industria con gli occupati che sono passati da 135mila a 132mila. «La situazione occupazionale in Liguria resta da monitorare con grande attenzione - commenta Luca Maestripieri, segretario generale CISL Liguria -. A fronte di un leggero aumento rispetto al periodo gennaio-marzo 2023, non va sottovalutato il confronto con i dati degli ultimi 3 mesi del 2023, così come deve fare riflettere la perdita di 3mila addetti in un settore cruciale per l'economia del territorio come il manifatturiero, diretta conseguenza delle tante crisi industriali tuttora irrisolte. Motivo di soddisfazione, invece, l'aumento del numero di lavoratori dipendenti nel settore turistico, frutto di un patto regionale che abbiamo fortemente voluto sin dalla sua prima edizione e che dovrebbe rappresentare un esempio da esportare in altri settori».

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13 giugno 2024, convegno di studi su Ottantesimo della deportazione dei lavoratori genovesi del 16 giugno 1944

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Giovedì 13 giugno 2024 - convegno di studi presso Sala Consiliare della Città Metropolitana di Genova. 

Dopo dieci giorni di scioperi, e quattro di serrata delle fabbriche ordinata dal prefetto Carlo Emanuele Basile, tedeschi e fascisti circondano la San Giorgio, il Cantiere navale Ansaldo, l’acciaieria SIAC e la Piaggio e vi fanno irruzione. Vogliono piegare la resistenza operaia, terrorizzare la città, e procurarsi forza lavoro per l’economia di guerra nazionalsocialista. Catturano almeno 1.500 lavoratori e li caricano su due treni che partono per il Reich. È la più grande razzia di lavoratori in Italia, e una delle principali in Europa. Un certo numero di essi riesce a scappare ma almeno 1.300 arrivano a Mauthausen, dove resteranno alcune settimane per essere poi costretti al lavoro coatto in Austria e in Germania, subendo per oltre dieci mesi fame, freddo, insulti e violenza, lavoro durissimo, condizioni igienico sanitarie pessime. Solo pochi avranno un trattamento decente. Rientreranno denutriti e in cattive condizioni fisiche e nervose, molti con gravi patologie.

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Presidio a Genova per lo sciopero nazionale delle lavoratrici e lavoratori delle aziende aderenti ad ANIR e ANGEM della Ristorazione Collettiva

silviuaGenova, 4 giugno – A seguito della presa di posizione irresponsabile e sconsiderata di ANIR e ANGEM nei confronti dei dipendenti, in un momento storico condizionato dall’aumento del costo della vita con un CCNL scaduto da tre anni, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno indetto questa mattina un presidio di protesta sotto la sede di Confindustria Genova, nel corso dello sciopero nazionale per l’intera giornata del 4 giugno. Parliamo di dipendenti, in gran parte donne, che ogni giorno si occupano della ristorazione, tra le altre, nella mensa dell’ospedale San Martino, del Porto, di tante scuole – commentano i sindacati – Lasciare i lavoratori senza un rinnovo che garantirebbe un aumento salariale dignitoso per affrontare questo periodo è semplicemente inaccettabile. Due aziende, Ladisa e Felsinea, dal momento della proclamazione dello sciopero hanno deciso di revocare l'adesione associativa ad Anir e Angem, una scelta che ci auguriamo venga ora seguita anche da Elior, Sodexo, Compass, Serenissima, Euroristorazione, Pedevilla, Vivenda, Dussmann, Authentica e delle altre imprese della Ristorazione Collettiva aderenti ad ANIR e ANGEM” concludono

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Genova, porto congestionato e indennità Congestion fee. Filt Cgil - Fit Cisl - Uiltrasporti “Una quota deve andare ai lavoratori dell'autotrasporto colpiti da fatica e stress per le gravi criticità nelle operazione camionistiche”

Autotrasporto porto GenovaGenova, 30 maggio -   Porto congestionato dalle operazioni relative all'autotrasporto? Occorre definire tra le parti un accordo quadro per il riconoscimento al personale viaggiante di una quota a parte dell’indennità “Congestion fee”. Filt-Cgil - Fit-Cisl – UILTrasporti hanno appreso a mezzo stampa che alcune associazioni di categoria (Aliai, Anita, Cna Fita, Fai, Fiap, Trasportounito, Lega Cooperative) intendono applicare alle imprese committenti, a partire dal prossimo 3 giugno, una “congestion fee” del valore compreso fra 120 e 180 euro a viaggio, in aggiunta ai corrispettivi pattuiti per il trasporto merci. Questo a titolo di indennità per le “gravi criticità nello svolgimento dei cicli operativi camionistici” sulle tratte di trasporto in partenza e in arrivo dal porto di Genova. “In questo contesto operativo ci preme sottolineare che il maggior disagio, in termini di fatica e stress, dovuti all’inevitabile dilatazione dei tempi di lavoro, la subisce quotidianamente il personale viaggiante - dichiarano Marco Gallo e Luca Cafuoti di Filt Cgil, Mirko Filippi e Piero Cesarano di Fit Cisl, Giovanni Ciaccio e Simone Angius di Uiltrasporti – Dal crollo del ponte Morandi, i lavoratori sono travolti da un infinità di eventi straordinari che minano la sicurezza ed il normale svolgimento dell’attività lavorativa Un caos senza fine che passa dalla mancata manutenzione autostradale di gallerie e viadotti che conducono al mare per terminare con la congestione portuale”. Le organizzazioni sindacali hanno scritto alle aziende dell'autotrasporto per definire i termini di un accordo equo per i lavoratori coinvolti.

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Avegno: rogo nella fabbrica della pasticceria Tossini. Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil esprimono solidarietà ai lavoratori e alla proprietà: “Rimane la grande preoccupazione per il futuro dei lavoratori”

Vigili del Fuoco genericaGenova, 3 giugno  - Un incendio divampato domenica mattina nella fabbrica della pasticceria Tossini ad Avegno sta tenendo con il fiato sospeso lavoratrici e lavoratori – tra diretti e somministrati - e un intero paese. Non è ancora chiaro cosa abbia scatenato l'incendio nella fabbrica dello storico panificio pasticceria di Avegno che opera dal 1899 nella produzione di pane, focaccia e dolci. “Siamo fortemente preoccupate per il futuro dei lavoratori in forza al panificio. La conta dei danni non è ancora partita ma ci sono tutti gli elementi per presupporre un fermo del lavoro – spiegano Laura Tosetti, segretaria generale Flai Cgil Genova, Donatella Lamanna, segretaria Fai Cisl Liguria e Valeria Rabaglia, segretaria generale Uila Liguria– Siamo lieti che nessuna persona abbia riportato conseguenze, per fortuna il rogo è divampato quando non c'erano né lavoratori né persone all'interno dell'edificio. Oggi occorre capire quali istituti mettere in campo per tutelare le lavoratrici e i lavoratori coinvolti dal fermo forzato”. Flai Cgil Genova, Fai Cisl Liguria e Uila Liguria esprimono solidarietà alla famiglia Tossini e auspicano in tempi brevi la buona riuscita delle operazioni di bonifica per la messa in sicurezza dell'edificio e riprendere il lavoro.

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Ospedale Gaslini: incontro in prefettura. I sindacati: "Non arretriamo sulle nostre richieste, chiediamo dignità"

8c448c4e 6cef 4f7b 8a57 8a620301a6e7Genova, 27 maggio - Al termine dell'incontro di ieri in prefettura tra rappresentanti sindacali e Direzione dell'’Istituto Gaslini di Genova, le parti hanno concordato, grazie alla mediazione del Prefetto, un nuovo confronto (che si terrà nella prima settimana di giugno) al fine di trovare soluzioni condivise alle criticità segnalate quotidianamente dalle lavoratrici e dai lavoratori. "Siamo preoccupati e nello stesso tempo stupiti - commentano le segreterie territoriali di FP CGIL, CISL FP e UIL FPL – dal fatto che le istanze presentate (alcune tra queste peraltro di semplice soluzione) abbiano trovato una posizione così rigida da parte della Direzione ma confidiamo che l’apertura a un nuovo percorso di confronto espressa ieri di fronte alla Vice Prefetto, sarà confermata al tavolo aziendale. Il personale del Gaslini sta attraversando una vera e propria “rivoluzione” funzionale, alla quale seguirà la riorganizzazione strutturale (a giugno, sempre che non si verifichi l’ennesimo rinvio, dovrebbero iniziare i lavori del cantiere per la demolizione di due padiglioni e per la costruzione di un nuovo monoblocco) che durerà diversi anni: non è difficile comprendere quanto sia importante, in questo momento storico, garantire il benessere lavorativo (raccomandazione sottolineata ieri a fine incontro anche dalla Direttrice del Dipartimento Salute e Servizi Sociali Regione Liguria, che ha invitato all’ascolto dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e, appunto, alla garanzia del benessere lavorativo). Un orario di lavoro che garantisca il tempo riposo continuato e la qualità del tragitto casa-lavoro, la valorizzazione e il rispetto dei profili professionali (gli OSS non devono più pulire pavimenti e servizi igienici), il rispetto per le infermiere pediatriche che non possono (e non devono) assistere i pazienti adulti, la legittimazione del Sindacato che passa anche attraverso relazioni sindacali adeguate, nuove assunzioni: su questi temi, non arretreremo di un passo" concludono le Segreterie.

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